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Video Marketing: perché e come si sta facendo largo

17/11/2017
Claudia Prosperi
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Hai notato anche tu che, ultimamente, in Facebook “girano” sempre più video?

…questo perché il social blu, nell’ultimo anno, ha modificato il suo algoritmo in modo specifico per privilegiarli rispetto agli altri contenuti (testo, fotografie), ormai ufficialmente relegati alla seconda classe.

La conseguenza diretta di questa azione è che, oggi, gli strumenti dinamici come le infografiche e i video si stanno diffondendo con una rapidità sorprendente.

E tu?
…non vuoi cavalcare quest’onda?

Cosa è il video marketing?

Partiamo da alcuni interessanti dati raccolti dagli autorevoli HubSpot e We are Social  relativi ai contenuti video:

  • entro il 2019 costituiranno più dell’80% del traffico web generale;
  • hanno 53 volte più probabilità di presentarsi nella 1°pagina dei risultati di ricerca;
  • possono aumentare le conversioni fino al 300%;
  • incorporarli nella landing page può aumentare le conversioni anche dell’80%;
  • un terzo del tempo speso online è dedicato alla visione di contenuti video;
  • il 64% degli utenti è più propenso a fare un acquisto online dopo aver visto un video riguardo al determinato prodotto;
  • nel 2016 You Tube è stato il social più utilizzato in Italia (superando anche Facebook!)

…credi davvero che le aziende vincenti si sono lasciate sfuggire queste informazioni? Ovviamente no!

Anzi, queste mie premesse servono a spiegarti che il video marketing sta diventando una colonna portante delle attività di comunicazione e digital marketing internazionale.

Snobbare uno strumento del genere potrebbe portarti ad un gran pentimento domani, quando la saturazione del mercato limiterà i margini di profitto che ti offre invece oggi.

video marketing

…quindi, da dove cominciare?

Hai capito le potenzialità di questo trend ma non sai da dove partire?
Ti stai chiedendo “ma che tipologia di video potrei offrire ai miei clienti”?

…beh, i video possono essere caratterizzati da differenti tipologie di contenuto: nuovi prodotti, notizie sulla storia del brand, informazioni in versione FAQ, proposte commerciali e presentazione del team.

In ogni caso, ciò che maggiormente deve guidare le azioni di progettazione e studio di ogni marketer è pensare a quanto questo video possa essere catturare l’attenzione, essere condiviso e diventare virale.

Quali aspetti dovresti considerare per la creazione del tuo video? 

1) Thumbnail

Il thumbnail è il biglietto da visita del tuo video, l’immagine di anteprima che deve convincere l’utente a “cliccare”. Solitamente è un fotogramma ricavato dal video stesso, altre volte un’immagine esterna coerente con il contenuto (se è fuori tema avrai molti clic, ma anche un alto tasso di abbandono!).

Non sottovalutarla: scegli questa immagine con molta attenzione, poiché condizionerà tutto il resto.

2) Incipit 

È provato che la curiosità va stimolata entro i primi 5 secondi.

È indispensabile piacere allo spettatore sin da subito, facendogli venire voglia di scoprire cosa accadrà nel minuto successivo, attraverso un certo ritmo, una situazione o un particolare che lo tenga incollato allo schermo (gli utenti, ormai, sanno bene che esiste il famigerato tasto “salta annuncio”… e non si fanno scrupoli ad usarlo!)

3) Durata

Difficilmente un video troppo lungo diventerà virale.
Più è breve e più gli utenti saranno disposti ad “investire” il loro tempo (e, in assenza di wi-fi, anche i loro giga!)

4) Contenuto emotivo

Ovviamente anche il contenuto ha la sua grande importanza. Solitamente i video più condivisi hanno una caratteristica particolare: suscitano emozioni.

Divertimento, paura, rabbia, indignazione…
…puoi scegliere quella che fa al caso tuo!

L’approccio più comune è cercare di essere divertenti, ma…
…attento!

Hai presente quel tuo amico che crede di raccontare barzellette simpaticissime? Ecco, allora sai bene che tra l’essere spassosi e il pensare di esserlo esiste un mare (e quanto vorresti dirglielo!).

5) Pensa alle condivisioni

Credi di aver preparato un bellissimo video? Ottimo, adesso pensa a renderlo virale! Pubblicalo sui canali social, punta al fatto che venga condiviso e, se ne hai la possibilità, che venga notato dai cosiddetti influencer (utenti con migliaia, se non milioni, di seguaci sparsi sui vari social network).

6) Tempismo 

Cosa intendo con tempismo? Scegliere le occasioni e le festività per pubblicare video a tema ti darà sicuramente maggior probabilità di visualizzazione e condivisione!

7) Budget (che non è più una scusa!)

Un tempo la progettazione di uno spot pubblicitario richiedeva enormi investimenti, di tempo e di soldi.

…oggi non puoi più nasconderti dietro alla scusa del budget, sia per quanto riguarda le attrezzature (ormai sempre meno necessarie, uno smartphone può andare benissimo!) che per il “set”. Sono le idee ad essere fondamentali. Non mi credi? Guarda questo video di “The Dollar Shave Club”, che oggi conta oltre 25 milioni di visualizzazioni. Quanto credi abbiano speso per realizzarlo?

8) Evita le auto-celebrazioni 

I video istituzionali annoiano facilmente.
Molto spesso le aziende spendono migliaia di euro per presentare in maniera “solenne” i propri prodotti, servizi o le proprie location. Anche se realizzati molto bene, questi video difficilmente diventano virali: perché dovrebbero interessare alla gente?

…prova a pensare ai video delle grandi aziende di successo, noterai che raccontano storie, non parlano di sé.

Per concludere, il video marketing si appresta a diventare un potente strumento all’interno delle attività di comunicazione e del digital marketing in tutto il mondo, un nuovo aspetto rispetto al quale rendersi competitivi.

Considerare dunque dei contenuti audiovisivi all’interno della propria strategia di comunicazione online non è più un vezzo, bensì una vera e propria necessità per qualunque tipo di business.

 

Allora sei pronto?

3…2…1… Ciak si gira!

 

 

 

 

 

Claudia Prosperi

Social Media Manager
Clevermarketing

About the author

Appassionata di psicologia e comunicazione. Curiosa da sempre, verso il mondo in generale e le persone in particolare. Il mio lavoro ideale è quello in cui bisogna pensare al "modo migliore per dire qualcosa a qualcuno", analizzando che cosa è quel qualcosa e chi è quel qualcuno. Vivo per viaggiare, con la mente ad ogni ora del giorno, con il trolley appena mi è possibile.

Claudia Prosperi
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