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Comunicare bene… aiuta a farti comprendere
06/04/2020
Enzo Volpi
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Prima però devi superare l’auto-inganno!

È la situazione in corso

Mi fa male dire una cosa del genere, ma devo!

In un momento storico davvero difficile per il mondo, per l’Italia e per la mia Bergamo, mi tocca constatare quanto la qualità della comunicazione sia degenerata.

È altrettanto contagiosa quanto il virus da cui stiamo cercando disperatamente di difenderci.

Mi sento vulnerabile di fronte a tutto ciò

È un proliferare incredibile di false notizie, di distorsioni, di insulti e di presupposti sull’incompetenza di chi guida l’emergenza a livello centrale, per non parlare di chi vede complotti ovunque.

Come se mai nessuno si ponesse la questione: e io cosa avrei fatto?

È vero: sono tutti incompetenti!
Ma di fronte ad una situazione inedita di tale portata chi può dire di non esserlo?

Io però, pur non risparmiando il richiamo, e la critica se necessaria, alle proprie responsabilità, vorrei limitarmi a parlare di comunicazione e del pericolo che ne deriva se non la controlliamo bene: la confusione.

C’è un problema di fondo

È proprio in momenti come questi che è facile scaldare gli animi.

  • È sufficiente utilizzare aggettivi che fanno leva sulle emozioni;
  • è sufficiente mostrare una didascalia con il titolo “medico”, per ritenere verità assoluta l’enunciato dell’intervistato;
  • basta chiedere ad un amico giornalista di esasperare i toni per ottenere folle infuriate che si scatenano sui social, che li inondano con qualunque messaggio.

Insomma, chi più urla più ha ragione, e il risultato è che ci si capisce sempre meno.

È incredibile infatti, come sia tutto un susseguirsi di proclami, di annunci che vengono smentiti, o confermati nelle ore successive.

Il problema è la pigrizia: nonostante abbiamo a disposizione gli strumenti, approfondiamo poco le troppe notizie che riceviamo.

Ecco a cosa porta

Tutto questo può creare seri danni.

Prima di tutto l’enorme rumore mediatico diluisce la comunicazione.
Rende più difficile il portare un messaggio a destinazione.

Soprattutto rende ancora meno disponibile quella “merce” che tutti - social compresi - si contendono aspramente: la nostra attenzione.

Meno attenzione significa dover fare ancora più rumore per raggiungere le persone,
con l’effetto di essere inevitabilmente fagocitati dalla massa di informazioni stesse.
Il circolo diventa vizioso e senza fine.

Forse c’è una soluzione

La soluzione per comunicare bene inizia con il desiderio di farsi comprendere.
Sembra banale, ma il primo passo è desiderare.

L’intenzione di farti comprendere ha come primo effetto quello di renderti evidente che quelle che hai di fronte sono persone: con i propri sogni, i propri limiti, i propri interessi, conflitti, paure, sentimenti…esattamente come te.

Guardarle in tal modo ti aiuta a uscire dall’auto-inganno per il quale pensiamo che il problema sia altrui e non nostro, quello che ci spinge a cercare e vedere negli altri comportamenti errati che giustifichino il nostro stesso - a volte bieco - comportamento.
L’auto-inganno porta a vedere gli altri come oggetti.

La responsabilità del comunicare comincia da qui:

  • desiderare di farsi comprendere;
  • guardare gli altri come persone.

Ecco come si fa ;-)

Per cercare di fare chiarezza su un tipo di comunicazione che aiuta a comprendere mi farò aiutare - a mia volta - da Jack Eugenio, il nostro pappagallo pirata, detto anche Jack è un genio, il nostro testimonial del momento.

Innanzitutto voglio farti riflettere sul fatto che il pappagallo è un animale molto intelligente. Come sai è in grado di ripetere alcune parole del linguaggio umano, imitandone il suono.

Il suo limite sta nel fatto che si ferma ad utilizzarle senza comprenderne il significato.
Ha capito il meccanismo attraverso il quale può riprodurre i suoni, ma sono suoni privi di significato.

Ecco perché diciamo che chi ripete a memoria fa il pappagallo, perché probabilmente ha capito il significato ma non è detto che abbia fatto proprio quel significato.

Comprendo se interiorizzo, se faccio mio.

Comprendere invece, è qualcosa di diverso dal capire, ha a che vedere con l’interiorizzare, fare proprio un significato, affinché lo stesso sia utile in qualche modo per la nostra vita.

Quindi per comprendere qualcuno dovrei interiorizzare quel che mi dice. E a mia volta cercare di aiutarlo a interiorizzare il mio messaggio.

È un processo che possiamo applicare al rapporto con i clienti, in questo modo:

- Cerco di COMPRENDERE i clienti e i loro bisogni 
- Metto al centro l’altro e non me stesso 
- Interiorizzo e faccio mie le loro istanze 
- Attivo il desiderio di farmi comprendere 
- Vedo gli altri come persone 
- Mi rendo accessibile agli altri e comunico in modo sincero, trasparente e veritiero 
- Offro ai clienti significati da interiorizzare.

 

Per ricapitolare

  • una comunicazione errata genera distorsioni e rumore;
  • il rumore genera confusione;
  • il problema è che non approfondiamo, per mancanza di tempo e per pigrizia;
  • questo porta a dover generare altri messaggi rumorosi per ottenere attenzione;
  • per comunicare bene occorre desiderare di farsi comprendere;
  • farsi comprendere aiuta a superare l’auto-inganno del credere che gli altri - e non io - abbiano un problema;
  • il pappagallo Jack Eugenio è molto intelligente, capisce, ripete a memoria senza far proprio il senso;
  • Jack utilizza l’espediente del parlare anche per noia o per richiamare l’attenzione;
  • hai successo col comunicare quando illumini qualcuno;
  • per illuminarlo devi ascoltare e interiorizzare;
  • se comprendi sarai predisposto a farti comprendere con una comunicazione chiara, sicura e trasparente;
  • il tuo cliente sarà più predisposto ad ascoltarti e a comprare da te, o entrare in azione come gli chiedi.

Un lavoro meno semplice di quanto sembri all’apparenza.

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Facci sapere la tua opinione, divertiti con la tua comunicazione per aiutaci a comprendere.

Jack Eugenio ti saluta, a modo suo…

ciao
ciao
ciao

 

 

About the author

Marketer, autore e formatore. Aiuto imprenditori e manager a comunicare la propria idea di futuro e della brand identity aziendale attraverso gli strumenti contemporanei più adeguati allo scopo.

Enzo Volpi
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